{"id":213,"date":"2017-12-16T11:44:39","date_gmt":"2017-12-16T11:44:39","guid":{"rendered":"https:\/\/aurunciexperience.com\/?page_id=213"},"modified":"2017-12-16T11:44:39","modified_gmt":"2017-12-16T11:44:39","slug":"la-storia-del-territorio-aurunco","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/aurunciexperience.com\/?page_id=213","title":{"rendered":"Il Territorio Aurunco"},"content":{"rendered":"<h6>STORIA DEL TERRITORIO AURUNCO<br \/>\nNon sembrano esserci dubbi sul fatto che le origini degli Ausoni, popoli della \u201cTerra dell\u2019Aurora e del Sole\u201d detti poi dai Romani Aurunci, risalgano ad epoca preistorica. Dell\u2019antica popolazione degli Aurunci si conservano ancora i resti del santuario eretto in onore della Dea Marica &#8211; \u201cla dea dell\u2019acqua che brilla sotto la luce del sole\u201d &#8211; il cui culto risale al VII secolo. a.C. Si ritiene che il tempio fosse di vitale importanza per la gente locale, dedita principalmente ad una pastorizia nomade, che si affidava a questa entit\u00e0 divina in cambio di protezione dalle forze spontanee della natura.<\/p>\n<p>Qualche secolo pi\u00f9 tardi arriv\u00f2 la conquista romana. Il censore Appio Claudio Cieco, che nel 312 a.C. intraprese l\u2019edificazione della Via Appia, nelle lunghe soste dovute alle difficili condizioni di lavoro che incontr\u00f2 nell\u2019attraversare i rilievi aurunci, ebbe modo di assaggiare un pregiato vino locale che veniva prodotto sul versante collinare, cantato poi da numerosi autori del passato tra cui Orazio, Plinio il Vecchio, Ciecerone col nome di Cecubo, la cui etimologia viene fatta derivare dalla fusione di Caecus e bibendum, cio\u00e8 il vino bevuto da Cieco.<\/p>\n<p>La sua vicinanza con Roma e le sue particolari caratteristiche paesaggistiche resero quest\u2019area un luogo privilegiato per l\u2019impero romano, che vi edific\u00f2 citt\u00e0 portuali ed imponenti opere architettoniche.<\/p>\n<p>Tutto l\u2019arco del Golfo di Gaeta fu intensamente occupato a partire dalla tarda et\u00e0 repubblicana (II-I secolo a. C.) da impianti produttivi e complessi residenziali, edifici funerari, porticcioli e peschiere appartenenti a insigni esponenti dell\u2019aristocrazia romana che elesse questa zona a luogo privilegiato di soggiorno.<\/p>\n<p>Tra questi anche Marco Gavio, conosciuto come Apicio, un personaggio passato alla storia come il pi\u00f9 grande esperto di gastronomia romana, a cui si attribuisce il De re coquinaria, un documento storico di grande interesse antropologico, che racchiude l\u2019evoluzione delle abitudini alimentari della classe dominante romana.<\/p>\n<p>Con la fine dell\u2019impero romano, l\u2019invasione longobarda e l\u2019impaludamento di alcune aree costiere in prossimit\u00e0 del fiume Garigliano le popolazioni dei centri costieri furono costrette ad abbandonare le zone pianeggianti e a trasferirsi sulle alture dei Monti Aurunci, dove iniziarono a dedicarsi alle attivit\u00e0 agro-pastorali.<\/p>\n<p>La conversione delle terre incolte e la pratica delle \u201ccese&amp;quot;, che consisteva nel disboscamento e nella realizzazione di terrazzamenti con muri di pietra a secco per la coltivazione dei campi, diedero avvio ad un processo di trasformazione profonda del paesaggio montano, soggetto ad una crescente attivit\u00e0 antropica che si protrasse per tutto il Medioevo.<\/p>\n<p>Intanto sulle colline alle pendici dei Monti Aurunci sorsero numerosi centri abitati, tanti piccoli borghi che nel tempo assunsero i connotati di veri e propri castra, fortificazioni destinate al controllo di porzioni di territorio rimaste indifese, la cui economia traeva linfa dalle risorse della montagna.<\/p>\n<p>Gli statuti medievali delle Universitas aurunche sono la testimonianza pi\u00f9 evidente dell\u2019economia agro-pastorale che quelle popolazioni avevano costruito grazie a un profondo legame con la terra; la presenza capillare dell\u2019ulivo e della vite faceva da sfondo alle coltivazioni cerealicole, mentre le aree montane pi\u00f9 alte e impervie costituivano una risorsa per i pascoli e per i boschi.<\/p>\n<p>Anche la neve aveva una sua peculiare utilit\u00e0 nel sistema economico. In una nota risalente agli statuti di Gaeta del 1631, si riportano le norme della vendita di neve; tra i trasportatori si annoverano i pastori, i quali si impegnavano a garantire una fornitura di ghiaccio alla citt\u00e0 da maggio a ottobre. I blocchi venivano trasportati a valle di notte a dorso di mulo, percorrendo le vie della neve, come vengono chiamate ancora oggi.<\/p>\n<p>Pian piano questo tratto della penisola italica inizi\u00f2 ad avere il ruolo di confine strategico tra il mondo bizantino ed il potere papale. A partire dal IX secolo, con la nascita del Ducato di Gaeta, si svilupp\u00f2 nella zona un fiorire di attivit\u00e0 mercantili e commerciali, riguardanti soprattutto i traffici marittimi e il commercio dell\u2019olio, la cui produzione locale era garantita da decine di frantoi sparsi su tutto il territorio.<\/p>\n<p>In una lettera del XV secolo, conservata nell\u2019Archivio di Stato di Modena, l\u2019ambasciatore di Roma scrive al duca d\u2019Este Ercole I: \u201cHo facta ogni diligentia per Ripa et ogni altro luoco di Roma per trovare olive di Gaeta, quale mi recerca V.ra Excellentia\u201d (Liberace, 2002).<\/p>\n<p>La coltivazione dell\u2019olivo \u00e8 stata di fondamentale importanza per l\u2019economia del territorio, tant\u2019\u00e8 vero che le piante venivano salvaguardate dagli statuti. L\u2019ufficiale regio si impegnava a far rispettare una serie di norme che vietavano di sradicare, tagliare o incidere gli olivi senza licenza del consiglio della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Il Codex Diplomaticus Cajetanus, una raccolta di documenti storici risalenti al medioevo, ci consegna un\u2019altra preziosa testimonianza legata al territorio aurunco; all\u2019interno di un documento che riporta la registrazione di un contratto di locazione di un mulino, sembra esserci quella che viene definita la pi\u00f9 antica testimonianza scritta della parola \u201cpizza\u201d (\u201ccarta 95 anno 997. Locazione di un mulino presso il fiume Garigliano e del terreno annesso di propriet\u00e0 del vescovato [\u2026] Solo ogni anno nel giorno di Natale del Signore voi e i vostri eredi dovete corrispondere sia a noi che ai nostri successori, a titolo di pigione per il soprascritto episcopio e senza alcuna recriminazione, dodici pizze, una spalla di maiale e un rognone, e similmente dodici pizze e un paio di polli nel giorno della Santa Pasqua della Resurrezione\u2026\u201d).<\/p>\n<p>Il periodo medievale ha lasciato una ricca testimonianza in tutto il territorio di opere di grande interesse artistico: sulle pareti della Cripta di San Luca, all\u2019interno della chiesa dedicata all\u2019omonimo Santo nell\u2019antico borgo medievale di Maranola, arroccato alle pendici dei Monti Aurunci, sono raffigurate 6 Madonne del Latte del XIV secolo, un\u2019iconografia cristiana della Vergine Maria nell\u2019atto di allattare il figlio, a cui si rivolgevano le puerpere chiedendo di intercedere per una lattazione sufficiente soprattutto durante i periodi di carestia.<\/p>\n<p>Dalle testimonianze storiche impresse nel paesaggio e nella cultura di questi luoghi emergono numerose tracce di una civilt\u00e0 contadina e montanara che per lungo tempo ha vissuto in equilibrio tra gli insediamenti urbani e l\u2019ambiente circostante, sviluppando una conoscenza capillare del territorio e delle sue risorse naturali, basti pensare all\u2019elaborazione dei numerosi utensili e manufatti artigianali, ognuno dei quali richiedeva la conoscenza e l\u2019utilizzo specifico di una determinata tipologia di pianta.<\/p>\n<p>Intanto nello stesso periodo i flussi commerciali che interessavano le zone costiere diedero grande impulso all\u2019economia del territorio intessendo una fitta rete di scambi che si dipanava nel bacino del Mediterraneo, nel Medio Oriente e nell\u2019Europa del Nord.<\/p>\n<p>Nelle delibere comunali che riportavano gli acquisti di derrate fatti in occasione delle visite di personaggi illustri si possono trovare lunghi elenchi dei prodotti alimentari che circolavano sul territorio: \u201cSciruppata, pignacolata con cannella fina, biscottini, capponi, piccioni, gallo d\u2019India, presutti, provole, caso di Sicilia, caso di montagna, maccaroni, baccal\u00e0, tonninole, strulli, passiti, pignoli, musto cotto, agli, rummi, cefali, broccoli, cardoni, sellari ed insalata, farina, cannella, insogna, acedo, salsiccie, carne di porco, lardo, pepe, pane e frutta\u201d : questa era la variet\u00e0 di alimenti che si poteva reperire nella zona tra il XVI e il XVII secolo, quando il territorio era sotto il controllo del vicereame spagnolo.<\/p>\n<p>A partire dal XVIII secolo la storia del territorio aurunco \u00e8 strettamente connessa a quella del Regno di Napoli. Con un sistema amministrativo di tipo feudale, tutta l\u2019area divenne soggetta al controllo di grandi potentati romani e napoletani, i quali si avvicendarono nel dominio di questa parte del Lazio asservendo la popolazione locale fino all\u2019abolizione del feudalesimo nel 1806. In questo periodo imperversava il fenomeno del brigantaggio, le cui controverse vicende hanno segnato la storia del territorio aurunco, che veniva a caratterizzarsi sempre pi\u00f9 come un territorio di confine fra lo Stato Pontificio e il Regno Borbonico.<\/p>\n<p>Nella Statistica del Regno di Napoli, un\u2019 indagine ordinata dal governo murattiano nel 1811, il territorio aurunco veniva cos\u00ec descritto: \u201cL\u2019aspetto de\u2019 monti in generale \u00e8 piacevole, ed ubertoso, il loro colore in distanza \u00e8 un bleu fosco annebbiato, essi sono per la maggior parte ricoverti di boschi, e di pascoli eccellenti [\u2026] pari a quello de\u2019 monti \u00e8 anche l\u2019aspetto delle colline in generale, perch\u00e9 oltre alle piantagioni di ulivi, e di altri alberi fruttiferi, sostengono assai bene dilettevoli boschetti di agrumi e di aranci, che vi prosperano mirabilmente, soprattutto dal lato che guarda il mare\u2026ne\u2019 luoghi montuosi sogliono col latte caprino preparare alcune caciuole, mischiandosi la pimpinella queste riescono di un sapore caustico, ma sono ricercate dai bevoni, perch\u00e9 invitano a bere\u201d.<\/p>\n<p>Il territorio aurunco si trov\u00f2 al centro di grandi avvenimenti legati alla storia del Regno di Napoli, tra cui l\u2019assedio di Gaeta del 1861 che sanc\u00ec la caduta del Regno di Napoli e l\u2019inizio dell\u2019Unit\u00e0 nazionale. Con l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia si manifest\u00f2 il bisogno di uniformare le tecniche agricole e comprendere a pieno le condizioni economiche di un Paese la cui risorsa principale era l\u2019agricoltura.<\/p>\n<p>Nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento, su proposta del Senatore Stefano Jacini, si diede avvio ad un\u2019inchiesta sulla condizione della classe agricola su tutto il territorio italiano. Nell\u2019illustrazione del circondario di Gaeta si riporta una descrizione dettagliata delle varie colture tra cui le pi\u00f9 diffuse erano: olivi, viti, agrumi, fichi, carrubi, grano, legumi, pomodori, cavoli, carciofi, patate, cipolle.<\/p>\n<p>Con l\u2019arrivo delle due Guerre Mondiali le condizioni della popolazione aurunca divennero assai difficili, fino al punto in cui, finiti gli assedi e i bombardamenti, sopraggiunse una profonda miseria che spinse la popolazione ad emigrare. Superate le miserie del dopoguerra il territorio aurunco inizi\u00f2 un lento processo di ricostruzione e di modernizzazione che miglior\u00f2 il tenore di vita della popolazione.<\/p>\n<p>Negli anni del boom economico la popolazione aurunca ritorn\u00f2 a crescere, i contadini e i pescatori a poco a poco abbandonarono le terre e il mare e la crescente urbanizzazione in pochi decenni trasform\u00f2 profondamente il territorio.<\/p>\n<p>Al crescente fenomeno della speculazione edilizia si contrappose la volont\u00e0 di tutela ambientale e di sviluppo sostenibile delle aree costiere e della montagna, favorita non solo da nuovi strumenti legislativi, ma anche da una maggiore attenzione dell\u2019opinione pubblica rispetto alle nuove politiche ambientali.<\/p>\n<p>Si arriv\u00f2 cos\u00ec negli anni \u201990 all\u2019istituzione del Parco Regionale dei Monti Aurunci a tutela dell\u2019area montana e del Parco Regionale Riviera di Ulisse che interess\u00f2 la parte costiera del territorio aurunco. Oggi i due parchi vengono vissuti sempre pi\u00f9 come espressione di un territorio che racchiude in se un enorme giacimento di risorse, rappresentate non soltanto dalla bellezza del paesaggio naturale, ma anche dalla presenza di innumerevoli beni culturali: siti archeologici, centri storici, prodotti tradizionali dell\u2019agricoltura e dell\u2019artigianato locale.<\/p>\n<p>Una complessa e variegata unit\u00e0 territoriale che si distingue per la sua incredibile diversit\u00e0 ambientale e culturale.<\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>STORIA DEL TERRITORIO AURUNCO Non sembrano esserci dubbi sul fatto che le origini degli Ausoni, popoli della \u201cTerra dell\u2019Aurora e del Sole\u201d detti poi dai Romani Aurunci, risalgano ad epoca preistorica. Dell\u2019antica popolazione degli Aurunci si conservano ancora i resti del santuario eretto in onore [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_joinchat":[],"footnotes":""},"class_list":["post-213","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/aurunciexperience.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/213","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/aurunciexperience.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/aurunciexperience.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/aurunciexperience.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/aurunciexperience.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=213"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/aurunciexperience.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/213\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/aurunciexperience.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=213"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}