{"id":5939,"date":"2023-01-06T20:55:34","date_gmt":"2023-01-06T19:55:34","guid":{"rendered":"https:\/\/aurunciexperience.com\/?p=5939"},"modified":"2023-01-06T21:02:38","modified_gmt":"2023-01-06T20:02:38","slug":"fuoco-fame-e-barbara-distruzione-a-gaeta-cosi-mori-il-regno-delle-due-sicilie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/aurunciexperience.com\/?p=5939","title":{"rendered":"Fuoco, fame e barbara distruzione a Gaeta: cos\u00ec mor\u00ec il Regno delle Due Sicilie"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mosso dalla volont\u00e0 di risparmiare&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.vesuviolive.it\/ultime-notizie\/179605-dagli-angioini-ai-borbone-breve-storia-napoli-capitale-6-secoli\/\" target=\"_blank\"><strong>la sua amata capitale<\/strong><\/a>&nbsp;dalle distruzioni dei bombardamenti e dietro l\u2019interessato suggerimento del prefetto di polizia, Liborio Romano,&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.vesuviolive.it\/ultime-notizie\/174531-lettera-francesco-ii-borbone-ultimo-re-delle-due-sicilie\/\" target=\"_blank\"><strong>Francesco II re delle Due Sicilie<\/strong><\/a>&nbsp;decise di riparare a Gaeta, strategicamente preziosa, per giocarsi in una partita senza possibilit\u00e0 di replica, la sopravvivenza del suo Stato, minacciato da&nbsp;<strong>un\u2019invasione insensata ed illegittima<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il 6 settembre del 1860 il sovrano lasci\u00f2 Napoli<\/strong>. Non vi avrebbe fatto pi\u00f9 ritorno.&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.vesuviolive.it\/cultura-napoletana\/108784-7-settembre-1860-garibaldi-entra-a-napoli-scortato-dalla-camorra\/\" target=\"_blank\"><strong>Il giorno seguente Giuseppe Garibaldi fece il suo ingresso nel capoluogo campano<\/strong><\/a>&nbsp;e Vittorio Emanuele II, ponendosi a capo del suo esercito, inizi\u00f2 la discesa nella penisola italiana, diretto proprio a&nbsp;<strong>Gaeta, teatro di&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.vesuviolive.it\/cultura-napoletana\/storia\/71718-13-febbraio-1861-il-regno-delle-due-sicilie-cade-e-il-sud-perde-lindipendenza\/\" target=\"_blank\">un assedio sanguinario ed inumano<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fin dagli albori lo scontro tra le due compagini militari fu impari<\/strong>. Il grosso dell\u2019esercito borbonico era sulla linea del Volturno guidato da&nbsp;<strong>generali<\/strong>&nbsp;che, in buona sostanza, avevano gi\u00e0 deciso di sposare la causa piemontese. I soldati di Vittorio Emanuele II, oltre a godere dell\u2019ovvia posizione di vantaggio della quale godono gli assedianti, potevano fare affidamento sui cannoni rigati che garantivano una maggiore e pi\u00f9&nbsp;<strong>devastante potenza di fuoco<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La difesa di Gaeta, ultimo baluardo delle Due Sicilie, fu eroica<\/strong>&nbsp;ed i fedelissimi di Francesco II non esitarono a sacrificare le loro stesse vite sull\u2019ara della patria e della libert\u00e0. Memorabile anche l\u2019atteggiamento dei reali verso il loro popolo, ed in particolar modo della&nbsp;<strong>Regina Maria Sofia di Baviera<\/strong>, che mossa dall\u2019amore per la sua gente e sprezzante del pericolo, non esit\u00f2 ad accantonare corona e cerimoniali per vestire i panni di una crocerossina&nbsp;<em>ante litteram<\/em>&nbsp;al sostegno di feriti ed ammalati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le ostilit\u00e0 iniziarono, di fatto, il 13 novembre 1860<\/strong>. Il corpo d\u2019assedio dell\u2019esercito piemontese era composto da: 18.000 soldati, 1.600 cavalli, 66 cannoni a canna rigata e 180 cannoni a lunga gittata. I bombardamenti furono, da subito, copiosi ed incessanti ed avevano come obiettivo primario le 8 batterie sulle quali erano distribuiti i 300 cannoni borbonici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante la posizione di svantaggio,&nbsp;<strong>gli assediati riuscirono a contenere a lungo l\u2019assedio<\/strong>&nbsp;e delle squadre del Battaglione Cacciatori riportarono alcuni successi militari, in degli scontri a terra, che risollevarono il morale; inoltre la presenza di diverse navi straniere, soprattutto francesi nella rada di Gaeta, garant\u00ec&nbsp;<strong>l\u2019approvvigionamento di viveri e munizioni<\/strong>. La fortuna per\u00f2 decise di voltare le spalle agli assediati, che oltre ai cannoneggiamenti, dovettero fare i conti anche con un\u2019epidemia di tifo petecchiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019accordo, poi, tra Cavour e Napoleone III fece il resto<\/strong>. In cambio dei comuni di Mentone e Roccabruna, l\u2019imperatore dei Francesi s\u2019impegn\u00f2 a richiamare le sue navi, fu cos\u00ec che oltre a dover fronteggiare i cannoni, si aggiunse&nbsp;<strong>il dramma del blocco navale<\/strong>. I Piemontesi accerchiarono, via mare e via terra, la citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019idea era tanto semplice quanto crudele:&nbsp;<strong>se Gaeta non fosse stata presa per i meriti dell\u2019esercito sabaudo, sarebbe caduta per fame<\/strong>. Dal quel momento i bombardamenti non solo si intensificarono, ma coinvolsero anche obbiettivi civili come case, chiese ed ospedali<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa operazione ebbe un doppio fine: abbattere il morale degli assediati e trafiggere il buon cuore di re Francesco II che mai avrebbe permesso spargimento di sangue civile ad oltranza.&nbsp;<strong>Gaeta si trovava stretta in una morsa micidiale, bombardata da mare e da terra e senza rifornimenti di nessun genere<\/strong>, abbandonata al suo destino, proprio come gli alleati europei di Francesco II che lasciarono solo l\u2019ultimo Borbone di Napoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel complesso&nbsp;<strong>l\u2019assedio dur\u00f2 102 giorni, 75 dei quali trascorsi sotto il fuoco sabaudo<\/strong>. Le cifre ufficiali parlano di 826 morti, 569 feriti e 200 dispersi tra le file borboniche e di 46 morti e 321 feriti tra i Piemontesi, anche se, ancora oggi, manca un conteggio ufficiale per constatare con esattezza quanti civili persero la vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 5 febbraio venne colpito il magazzino delle munizioni della batteria S. Antonio,<strong>l\u2019esplosione fu tale che caus\u00f2 una breccia all\u2019interno delle mura<\/strong>. L\u2019occasione per i Piemontesi sembr\u00f2 irripetibile, ma ancora una volta la valorosa difesa di ci\u00f2 che restava dell\u2019esercito borbonico, decimato dai tradimenti e dai corrotti, e dei civili procrastin\u00f2 il colpo di grazia che, per\u00f2, sopraggiunse dopo sei giorni durante i quali, se possibile,&nbsp;<strong>le cannonate risuonarono con intensit\u00e0 maggiore<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla luce di questi eventi il comandante della piazzaforte di Gaeta, per evitare altre sofferenze ai civili ed ai soldati, decise di&nbsp;<strong>firmare la capitolazione<\/strong>. Essa prevedeva: per i militari, l\u2019onore delle armi, per i reali e per il piccolo gruppo di aristocratici al seguito l\u2019esilio a Roma. Anche quando la decisione di firmare la capitolazione venne resa nota,&nbsp;<strong>Cialdini continu\u00f2 a bombardare l\u2019ultima roccaforte borbonica<\/strong>, fino al momento effettivo della firma che sopraggiunse due giorni dopo. Il 13 febbraio, alle ore 18.15, entr\u00f2 in vigore il \u201ccessate il fuoco\u201d.&nbsp;<strong>Il Regno delle Due Sicilie non esisteva pi\u00f9<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Dal sito www.vesuviolive.it <br>Fonti<br>\u2013 De Sivo Giacinto,&nbsp;Storia delle Due Sicilie dal 1847 al 1861.<br>\u2013 Di Lauro Raffaele,&nbsp;L\u2019 assedio e la resa di Gaeta.<br>\u2013 Quandel Pietro, Giornale della Difesa di Gaeta. Da Novembre 1860 a Febbraio 1861<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mosso dalla volont\u00e0 di risparmiare&nbsp;la sua amata capitale&nbsp;dalle distruzioni dei bombardamenti e dietro l\u2019interessato suggerimento del prefetto di polizia, Liborio Romano,&nbsp;Francesco II re delle Due Sicilie&nbsp;decise di riparare a Gaeta, strategicamente preziosa, per giocarsi in una partita senza possibilit\u00e0 di replica, la sopravvivenza del suo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_joinchat":[],"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-5939","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-categorizzato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/aurunciexperience.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5939","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/aurunciexperience.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/aurunciexperience.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/aurunciexperience.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/aurunciexperience.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5939"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/aurunciexperience.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5939\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5941,"href":"https:\/\/aurunciexperience.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5939\/revisions\/5941"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/aurunciexperience.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5939"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/aurunciexperience.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5939"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/aurunciexperience.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5939"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}